| le
origini
Jolanda
Gigliotti, poi conosciuta come DALIDA, nasce il 17 gennaio
1933 a Choubrah, un modesto sobborgo de Il Cairo (Egitto)
da genitori italiani di origine calabrese (Serrastretta,
Catanzaro) . Ha due fratelli: uno più grande di lei
(Orlando) ed uno più piccolo (Bruno) che in seguito
sarà suo manager ed erede universale. Da piccola ha
un problema agli occhi che la costringe ad indossare
gli occhiali e che le porterà un lieve strabismo. Yolanda
studia dalle suore ed all'età di 12 anni (1945) subisce
la perdita del padre. Terminati gli studi, all'età di
16 anni (1950) trova un impiego come segretaria presso
una ditta di import-export e nel frattempo partecipa,
vincendolo, al concorso di bellezza "Miss Ondine".
Successivamente
nel 1954, di nascosto dalla sua famiglia, si iscrive
anche al concorso di Miss Egitto e con suo stesso stupore
lo vince. Jolanda ha appena 21 anni e grazie al titolo
conquistato per lei iniziano a spalancarsi le porte
del cinema.
Inizia recitando in un film egiziano
"Sigara Wa Kass" (Un verre, une cigarette
- Un bicchiere, una sigaretta) poi presta la sua voce
per il doppiaggio di Rita Hayworth nel film "Joseph
et ses frères" (Giuseppe e i suoi fratelli, con
Omar Sharif) poi, e siamo sempre nel 1954, incontra
un regista francese Marc de Gastyne, che le offre una
parte minore nel film "La Masque de Toutankhamon"
(La maschera di Toutankhamon). Tra una ripresa e l'altra
Yolanda canta continuamente ed è proprio il regista
de Gastyne che, affascinato dal suo timbro di voce,
le consiglia di andare a cercare fortuna a Parigi. E'
il 24 dicembre 1954 quando prende un aereo per recarsi
nella capitale francese dove poi alloggerà in una camera
dell'hotel della Rue de Ponthieu. A Parigi Jolanda gira
tra i vari studi di produzione sottoponendosi a diversi
provini ed attendendo riscontri; nel frattempo, ispirandosi
al film "Sansone e Dalila", sceglie il suo
nome d'arte: Dalila. Nel
1955 lascia la camera dell'hotel finora occupata per
sistemarsi in un appartamento nella Rue Jean Mermoz
dove trova come vicino di casa Alain Delon. E siamo
sempre nel '55 quando Jolanda, che ora ha 22 anni, ottiene
il primo ingaggio alla "Villa d'Este" con
"Etrangère au Paradis" (Straniera in paradiso).
Qui lo scenarista Fred Machard suggerisce a Yolanda
di modificare il nome d'arte scelto sostituendo la seconda
L con la lettera D come Dio Padre e lei accetta. Da
questo momento in poi Yolanda Gigliotti sarà per tutti
e per sempre DALIDA.
il
debutto
Nel 1956 Bruno Coquatrix (direttore
dell'Olympia di Parigi) e Lucien Morisse (direttore
di Radio Europe 1) organizzano presso l'Olympia una
trasmissione per il lancio di nuovi
talenti "I Numero 1 di Domani". Jolanda partecipa
ai provini presenziati dallo stesso Morisse e da Eddie
Barclay (proprietario dell'omonima casa discografica)
ed affascina subito i presenti con il suo timbro di
voce e con la sua bellezza. Da questo momento in poi
le tre persone sopra citate saranno fondamentali per
l'inizio della carriera di DALIDA in quanto Morisse
(di cui s'innamorerà) diventerà il suo pigmalione, Barclay
il suo produttore mentre Coquatrix le spalancherà le
porte del music-hall all'Olympia. Nell'agosto del 1956,
all'età di 23 anni, DALIDA incide il suo primo 45 giri
"Madona", versione francese di Barco Negro,
un successo della cantante portoghese Amalia Rodriguez
e subito dopo registra "Bambino", traduzione
della canzone napoletana Guaglione. La casa discografica
per entrambe le canzoni è la Barclay ma il pezzo "Bambino",
complice il lancio di Morisse tramite Radio Europe 1,
è un vero trionfo in tutta la Francia: passa ininterrottamente
per le tv e per le radio e sopratutto è gettonatissimo
nei juke-box tanto che DALIDA riceverà poi il nomignolo
di "signorina juke-box". La love-story con
Morisse ha inizio e DALIDA comincia a diventare un'icona
per le ragazzine dell'epoca che ne imiteranno il look
ed il modo di truccare gli occhi con i caratteristici
eye liner.
Nel Marzo del 1957, all'età di 24
anni, DALIDA debutta all'Olympia di Parigi al fianco
di Charles Aznavour dove canta 4 canzoni tra cui la
popolarissima "Bambino". Ed è
sopratutto questa canzone, assieme anche a "Gondolier",
che le fanno superare la soglia delle 500.000 copie
di dischi venduti in Francia. Siamo ancora nel '57 quando
recita in "Brigade des moeurs" con Eddie Barclay.
Nel 1958 recita in "Rapt au deuxième bureau"
di Jean Stelli accanto a Frank Villard e si esibisce
in un récital a Il Cairo. Dal punto di vista canoro,
in quest'anno, ottiene una serie di successi: interpreta
la versione italo-francese di "Come prima"
(per la quale ottiene in ottobre il premio Bobino),
canta "Piove" (brano di successo di Domenico
Modugno) e poi il rifacimento di una canzone spagnola
"Les Gitanes" (Gli zingari) con la quale si
presenta al pubblico italiano nella nota trasmissione
televisiva di Mario Riva "Il Musichiere".
A seguire, incide "La canzone di Orfeo" e
"Milord" che in Italia sarà ripresa con successo
da Milva. Intanto che la stampa rende pubblica la sua
relazione con Morisse, DALIDA si esibisce anche in Germania
e a Madrid, ed è sempre ai vertici delle classifiche
di vendita dei dischi (spesso davanti alla Piaf, altra
star della musica francese).
il
successo
Il 1959 la vede vincitrice, all'età
di 26 anni, dell'Oscar della Canzone al pari merito
con Tino Rossi. Nel 1960 DALIDA ha 27 anni quando cambia
casa e va a convivere con Morisse in un appartamento
della Rue D'Ankara. In questo stesso anno ottiene prima
l'Oscar di Radio Monte Carlo quale vedette preferita
dagli ascoltatori e poi vince il Gran Premio Della
Canzone per l'interpretazione francese di "Romantica"
presa in prestito dal festival di San Remo da poco conclusosi.
Recita in "Parle-moi d'amour" di Georgio Simonelli
al fianco di Jacques Sernas e Raymond Buissières ed
incide successi come "Les enfants du Pirée, conosciuta
in Italia come "Uno a me uno a te", poi "O'sole
mio" (un classico napoletano), "L'Arlecchino
gitano" ("L'Arlequin de Tolède"), "T'aimer
follement" (in italiano era "T'amerò dolcemente"),
"Garde-moi la derniere danse" (in Italia col
titolo di "Chiudi il ballo con me"). Passiamo
al 1961: l'8 di aprile DALIDA sposa a 28 anni Lucien
Morisse davanti al Sindaco del XVI arrondissement di
Parigi ma il matrimonio ha vita breve tant'è che nel
luglio dello stesso anno, a Cannes, conosce Jean Sobiesky,
un bellissimo e giovane pittore di cui poi s'innamora
e col quale, lasciato il marito, si trasferisce in un
nuovo appartamento a Neuilly. Ma nello stesso anno è
anche vincitrice assieme a Charles Aznavour dell'Oscar
della Canzone superando cantanti del calibro di Edith
Piaf e Gloria Lasso, incide "Itsi, Bitsi, Petit
Bikini" e il 6 dicembre si esibisce all'Olympia
con Richard Antony.
Nel 1962 DALIDA ha 29 anni quando
si reca in visita nel paese di origine dei suoi genitori,
Serrastretta (Catanzaro), e canta in uno spettacolo
il cui incasso viene
devoluto in beneficenza ai gestori di un orfanotrofio
locale. Serrastretta le conferirà, il 7 di aprile, il
titolo di cittadina onoraria oltre che la carica di
madrina della squadra di calcio. Assieme a Jean Sobiesky
visiterà poi Saigon, il Vietnam e successivamente si
recherà anche in Canada. E' questo l'anno in cui incide
canzoni come "Le petit Gonzales" e "Chi
mai lo sa" (conosciuta anche come "Que sont
devenus les fleurs") ed è anche l'anno in cui ottiene
l'Oscar di Radio Monte Carlo assieme a Johnny Hallyday.
Mentre il tribunale pone la parola fine al suo matrimonio
con Morisse, in estate DALIDA lascia Sobiesky e si trasferisce
in un Hotel di Montmartre (Rue de Orchampt 11). E' l'anno
1963 quando, a 30 anni, riceve l'Oscar Mondiale del
Successo del Disco. Recita ne "L'inconnue de Hong
Kong" (La sconosciuta di Hong Kong) di Jacques
Pointrenaud con Philippe Nicaud e Serge Gainsbourg e
conosce un nuovo amore: Christian de la Mazière. Nel
1964 DALIDA ha 31 anni quando vince il Disco di Platino.
Ha venduto oltre 10 milioni di dischi e nessuna donna
fino ad allora c'era mai riuscita. Segue il Tour de
France e canta 2025 canzoni lungo il percorso di 29300
km. All'Olympia si esibisce con Claude Nougaro.
Siamo nel 1965 : un sondaggio Ifop
la elegge, a 32 anni, cantante preferita dai francesi
e questo , oltre che al suo talento, la sua voce e il
suo fascino, grazie anche alla sua capacità
di adeguarsi ai tempi attualizzando il suo stesso repertorio
e strizzando l'occhio alle nuove tendenze musicali e
di costume come ad esempio il twist. Sono i tempi in
cui molti giovani artisti agli esordi propongono cover
dei suoi successi e tra questi c'è anche Johnny Hallyday.
In quest'anno DALIDA interpreta "Mènage all'italienne"
(Menage all'italiana) un film con Ugo Tognazzi, Romina
Power e Paola Borboni ed incide successi quali "La
danse de Zorba" (in Italia "La danza di Zorba")
su una accattivante base di sirtaky, "Amore scusami"
fortunata cover di un successo di John Foster, "Cominciamo
ad amarci" e "La vie en rose" storico
brano della grande Edith Piaf scomparsa proprio due
anni prima (1963). Nel 1966 (33 anni) canta con Richard
Anthony a Casablanca, riceve i Bravos del Music Hall
assieme al cantante belga Adamo e viene in Italia per
partecipare alla trasmissione televisiva Canzonissima.
Mentre il fratello minore Orlando diventa il suo Art-Director,
termina dopo tre anni il suo legame affettivo
con Christian de la Mazière. Nel mese di ottobre conosce
il cantante italiano Luigi Tenco, si frequentano, fanno
qualche progetto e tra i due nasce una relazione.
la
crisi
E' il 26 gennaio del 1967 quando
DALIDA, a 34 anni, partecipa al Festival di Sanremo
accanto a Luigi Tenco con sua la canzone "Ciao
amore ciao". Tenco la cantò in italiano
e DALIDA in francese ma con titolo e ritornello in lingua
madre. In realtà Tenco era fortemente indeciso sull'opportunità
di presenziare la manifestazione canora ma DALIDA era
talmente affascinata dal brano che convinse Tenco a
gareggiare. Gli stessi organizzatori, in un primo momento,
avevano scartato il pezzo ma poi dovettero fare un passo
indietro quando DALIDA minacciò di disertare il Festival:
erano anni che invocavano una sua presenza a San Remo
e non volevano perdere questa occasione. Ma la giuria
elimina la canzone al primo turno e Tenco, ritenendola
una cosa assolutamente ingiusta, rimane profondamente
deluso e turbato. Per questo il 27 gennaio, nella sua
camera dell'Hotel Savoy, si toglie la vita con un colpo
di pistola alla tempia. Quella sera DALIDA era a cena
in un ristorante sanremese ma si teneva in costante
contatto con l'albergo perchè preoccupata per Tenco
. Questa preoccupazione le fa abbandonare prematuramente
il ristorante per recarsi all'Hotel Savoy dove però
scopre il corpo senza vita di Tenco. Al principio lo
crede solo colto da malore, ma quando lo stringe al
petto e si sporca di sangue capisce cosa purtroppo è
accaduto veramente. Sconvolta grida a tutti i presenti
"Assassini, lo avete ucciso voi !!" e vorrebbe
che il Festival fosse fermato subito ma invece, per
volontà degli organizzatori, è lei stessa che viene
allontanata. Il dolore per il gesto di Tenco è devastante
e DALIDA è distrutta. Nonostante tutto, il 7 febbraio,
riesce a cantare "Ciao amore ciao" al Palmarès
della Canzoni
di Dalida di Guy Lux ma poi, il giorno 14, rivedendone
il filmato dice con tristezza allarmante al suo ex Christian
de la Mazière: "Sono molto soddisfatta di questo
filmato. Lascio un buon ricordo". Poi, il 26 febbraio,
a Parigi tenta di togliersi la vita. Premedita tutto
in maniera disarmante: finge di recarsi all'aereoporto
di Orly per liberarsi del suo staff, poi invece affitta
la camera 410 dell'Hotel Principe di Galles col suo
vero nome (Jolanda Gigliotti) per non dare nell'occhio;
lascia sulla porta il cartello "si prega non disturbare"
e si chiude dentro. Scrive una lettera a Lucien Morisse
il suo ex marito, una alla madre in cui le dice di non
disperarsi ed una al suo adorato pubblico, poi si stende
sul letto ed ingerisce una grossa quantità di farmaci.
Il suo gesto fallisce perchè una cameriera nota la luce
sempre accesa della stanza filtrare sotto la porta per
2 giorni e, non potendo entrare per riassettare la camera,
sospetta il peggio ed informa prontamente il direttore
che poi, trovando accesso da una stanza attigua, scopre
DALIDA riversa sul letto in coma. Ne uscirà dopo 5 giorni.
Successivamente la moglie di Bruno, il fratello più
grande, darà alla luce un maschietto che la coppia vorrà
chiamare Luigi (come Tenco). L' 8 giugno partecipa ancora
al Palmarès delle canzoni interpretando "Les grilles
de ma maison" e "Ciao amore ciao". In
Italia riceve la Caravella d'Oro per il brano "Bang
bang" poi il 5 ottobre canta con Michel Polnareff
all'Olympia la canzone di Tenco "Lontano nel tempo"
("Loin dans le temp"). Incide "Mama",
"L'ultimo valzer" e "Aranjuez la tua
voce".
Agli inizi di gennaio del 1968, quando
sta per compiere 35 anni, DALIDA partecipa in Italia
alla trasmissione Partitissima (ex Canzonissima) vincendola
con la canzone "Dan dan dan" e nel ritirare
il premio dichiara: "Lassù qualcuno è contento".
Chiaro il riferimento a Tenco scomparso quasi un anno
prima. Ma la vittoria all'epoca fu molto chiacchierata
ed in tanti la ritenevano probabile visto il clamore
suscitato dal suo tentato suicidio. Oltre al triste
ricordo di Tenco ed alle critiche sulla vittoria conseguita
c'era anche altro che tormentava DALIDA: era in attesa
di un figlio, frutto di una avventura occasionale, ed
era indecisa se tenerlo o meno. Deciderà poi di abortire,
viste le sue fragili condizioni emotive. Sempre nel
'68 interpreta con Alberto Lupo il film di Antonio Margheriti
"moi je t'aime" (Io ti amo). Il 18 di giugno
ottiene dalla Maison Des Intellectuels, e per mano del
Presidente francese Charles De Gaulle, il titolo di
Cavaliere della Arti, Scienze e Lettere. Canta in giro
per il mondo: Brasile, Argentina, Canada, Antille e
Giappone. Poi ancora onoreficenze: il 17 novembre viene
eletta Cittadina Onoraria di Poulbots de Montmartre
e il 5 dicembre nelle sale dell' Hotel de Ville sarà
la prima ed unica donna a ricevere, sempre per mano
di De Gaulle, la Medaglia della Presidenza della Repubblica.
la
rinascita
Nel
1969 ancora un riconoscimento: al Midem riceve, con
Maurice Chevalier e Mireille Mathieu, il Premio Italiano
per il maggior numero di dischi venduti. Poi nel mese
di maggio si recherà a Dakar ed a Abidjani dove canterà
in diversi spettacoli. DALIDA ha 36 anni e si invaghisce
di un ventiduenne italiano di nome Lucio ma i componenti
del suo staff, temendo uno scandalo, la convincono a
troncare subito l'improbabile relazione. Nel gennaio
del 1970 DALIDA si reca in Nepal. Ha 37 anni e un desiderio
profondo di curare la sua spiritualità, così soggiorna
in un Ashran e si accosta alla religione Indù. E' l'anno
in cui canta "Darla dirladada", una canzone
che vende oltre 75000 copie in una sola settimana. L'
11 settembre l'ex marito Morisse, che nel frattempo
si era risposato ed aveva avuto due figli, si toglie
la vita. Il 28 ottobre riceve l'Oscar di Radio Lussemburgo
poi canta "Lady d'Arbanville" di Cat Stevens.
In quest'anno cambia anche etichetta ai suoi dischi:
lascia la Barclay per passare alla Orlando Production
fondata dal fratello minore (Orlando appunto) che da
questo momento in poi sarà anche il suo manager. Passiamo
al 1971 quando DALIDA ha 38 anni ed il 18 settembre
subisce la perdita della madre. Il 29 dello stesso mese
canta in diretta, durante la trasmissione televisiva
L'invitée de la Dimanche, la canzone di Léo Ferré "Avec
le temps". Il 23 novembre successivo si esibisce
ancora all'Olympia e poi va a cantare a Beiruth. In
quest'anno incide "Non è più la mia canzone"
("Ils ont changé ma chanson"), "Mamy
blue" cantata con successo in italiano da Ricky
Shane e "Aveva un cuore grande come te".
Il 1972 è l'anno di un nuovo amore.
Ha 39 anni quando il 21 ottobre incontra Richard Chambray,
più noto come il Conte di Saint Germain. E' un personaggio
strano, molto particolare, che stupisce affermando di
avere 17000 anni e di essere in grado di trasformare
il piombo in oro, ma DALIDA se ne innamora ed a lui
resterà legata per 8 anni. Vince un Oscar per la popolarità
con Joe Dassin e un Disco d'Oro per "Le Parrain"
(Il Padrino). Incide anche "Pour ne pas vivre seul"
di Jacques Brel e "Oh lady Mary" (stesso titolo
anche in Italia) un successo francese di David Alexandre
Winter. Nel 1973, in gennaio, va a cantare a Beiruth,
poi a 40 anni, incide successi come "Paroles, Paroles"
in coppia con Alain Delon (primo nelle vendite in Giappone),
"Il venait d'avoir 18 ans" di Pascal Sevran
che tradotta in ben 7 lingue venderà 3 milioni di copie,
e "Je suis malade" di Serge Lama. Infine,
durante la Notte Del Cinema, riceve con Tino Rossi il
Premio Trionfo 1973. Il 15 gennaio del 1974, DALIDA
ha 41 anni quando si esibisce all'Olympia nella stessa
sera in cui c'è Hervé Villard e canta "Il Venait
d'avoir 18 ans" e "Gigi l'amoroso". Quest'ultima
canzone è un trionfo: prima nelle vendite in 12 Paesi,
tradotta anche in giapponese, vincitrice del Disco D'Oro
e Oscar Mondiale Del Successo Del Disco. Poi, sempre
all'Olympia, durante un Musicorama DALIDA riceve ben
8 Oscar tra i quali: Disco D'Oro per la Germania,
Disco Di Platino per il Benelux (battendo il record
del 1966 di Frank Sinatra con Strangers in the night),
Gigi D'Oro e Cuore D'Oro come vedette più popolare in
Spagna. Il 13 gennaio del 1975, all'età di 42 anni,
è ancora al Musicorama dell'Olympia dove riceve altri
8 Oscar, poi in febbraio incide "Et de l'amour...de
l'amour" con il suo uomo Richard Chambray e "La
mamma" di Charles Aznavour. Il giorno 12 grazie
a "Il venait d'avoir 18 ans" che è numero
1 in 9 paesi, riceve all'Hotel de Ville il Premio Dell'Accademia
Del Disco D'oro. Tra ottobre e novembre tiene una serie
di esibizioni a Quebec e qui un sondaggio la elegge
Personaggio Più Popolare alle spalle di Elvis Presley
nonchè Donna Dell'Anno alla pari di Jackie Kennedy.
Incide anche "J'attendrai" (da noi Tornerai)
un precedente successo di Rina Ketty che scalerà
tutte le classifiche francesi e che sopratutto si rivelerà
il primo vero tormentone disco.
la
rivincita
Nel
febbraio del 1976 risulta in cima alle classifiche musicali
dei 45 e dei 33 giri (qui insieme a Jean Ferrat). E'
il periodo in cui, a 43 anni, canta successi come "La
mer" di Claude Trenet, "Je suis amoreuse de
la vie" (che Gilbert Bécaud ha scritto apposta
per lei) e "Quand on a que l'amour" di Jacques
Brel (una canzone già incisa nel '57). Il 18 di giugno
Chambray, il suo compagno, spara su uno sconosciuto
dalla loro casa di Rue d'Orchamps e per questo viene
arrestato. DALIDA vola in Egitto per girare un film
nella sua casa natale a Choubrah, poi in dicembre è
a Praga dove si esibisce in 3 Recital. Il 1977 è un
anno intenso di impegni e di trionfi . DALIDA si esibisce
ancora all'Olympia ma riscuote successi anche oltre
i confini francesi: a febbraio è in Canada e a luglio
canta in Egitto e in Libano. Interpreta "Comme
sur des roulottes" una commedia musicale di Nina
Companeez al fianco di Guy Lux e Michel Drucker e poi
un film di Michel Dumoulin prodotto dalla Orlando Production
per la tv: "Dalida pour toujours" (Dalida
per sempre). Siamo nel 1978 e il suo repertorio è in
piena fase di restyling. Sono i tempi in cui impazza
la Disco Music e questa nuova tendenza musicale contamina
il suo modo di cantare. Ma a 45 anni una svolta così
significativa nessuno se l'aspettava e DALIDA sorprende
tutti quando con abiti succinti e gambe scoperte canta
"Génération 78": primo medley e primo videoclip
francese a 16 pezzi. E' un successo talmente grande
che il 10 luglio Michel Drucker nel corso della Grande
Parata di RTL le consegnerà il Disco D'Oro. Poi si reca
in Giordania dove canta in arabo "Salma ya salama".
Il 29 novembre è alla Carneige Hall di New York e in
dicembre è ancora una volta in Canada. Scompare uno
dei suoi stimati autori Jacques Brel.
Per
lui, nel 1979, reinciderà (avendolo già fatto nel '57
e nel '76) la canzone "Quand on a que l'amour".
Dalida, che ora ha 46 anni interpreta anche un vecchio
successo di Luigi Tenco (scomparso 12 anni prima) "Vedrai
vedrai". Nel 1980 la storia con Richard Chambray,
che era afflitto da uno spirito sempre più irrimediabilmente
distruttivo, volge al termine. Dal 5 al 20 gennaio Dalida
(47 anni) si esibisce con uno spettacolo montato da
Lester Wilson (coreografo di Jhon Travolta ne La febbre
del sabato sera) al Palais Des Sports di Parigi. E'
la prima vedette femminile ad esibirsi su un palco così
prestigioso e il risultato sarà ancora un trionfo: tre
settimane di tutto esaurito. Lo spettacolo quindi viene
portato in giro per tutta la Francia. Sempre in quest'anno
Dalida presenzia un galà per l'Unicef accanto all'attore
americano Jerry Lewis. Il 19 aprile del 1981 la 47enne
Dalida festeggia i suoi 25 anni di carriera all'Olympique
esibendosi con una coreografia di Larr Vickers. Durante
la serata riceve da Michael Drucker un Disci di Diamante
quale premio per aver venduto 86 milioni di dischi in
tutto il mondo e per aver totalizzato ben 38 Dischi
d'Oro in 7 lingue. Successivamente riceverà anche la
Goldene Europa in quanto vedette più popolare in Germania
nel 1981. A 49 anni, nel 1982, registra la canzone dei
Mondiali di Calcio Spagna '82 e un sondaggio di Paris
Match sulle donne che hanno maggiormente influenzato
i francesi nell'anno precedente, Dalida risulta essere
l'unico personaggio dello spettacolo a comparire nella
classifica alle spalle di Simone Veil e Edith Cresson.
Nel 1983 Dalida ha 50 anni quando, in luglio, apprende
che il suo ex compagno Richard Chambray si è suicidato
assieme alla sua nuova compagna. Un referendum di Tele
7 Jours del 1985 la elegge seconda cantante preferita
in Francia alle spalle di Mirelle Mathieu. Ha 52 anni
quando canta "Le visage de l'amour" scritta
apposta per lei da Charles Trenet.
la
fine
All'inizio del 1986, a 53 anni, parte
per l'Egitto per interpretare, (prima volta in un ruolo
principale) il film Le Sixième Jour di Youssef Chahine.
Un sondaggio dell'agenzia VSD la elegge, anche quest'anno,
seconda cantante preferita dai francesi. Tornata dall'Egitto
dopo le riprese del film, Dalida è molto provata e si
dichiara stanca ed incapace di riprendere
la vita di sempre dopo aver rivisto i luoghi della sua
infanzia. Siamo al 1987. Dalida ha 54 anni ed è evidentemente
stanca di vivere se, dopo 20 anni dal primo tentativo,
prova il suicidio. E purtroppo ci riesce. Anche questa
volta la sua premeditazione è disarmante: sabato 2 maggio
parla al telefono col fratello Orlando di un servizio
fotografico annullato per via del freddo ed essendo
quindi libera da impegni finge di voler passare la serata
al teatro. Dice alla cameriera che farà molto tardi
e che per questo desidera essere svegliata direttamente
alle 17 del giorno dopo. Poi prende l'auto ed esce.
Ma al teatro non ci andrà mai. Farà semplicemente il
giro dell'isolato per poi rientrare di nascosto in casa
e chiudersi nella sua stanza. Ingerisce un micidiale
cocktail di barbiturici, spegne la luce (un gesto
molto significativo: non lo faceva mai perchè terrorrizzata
dal buio) e si addormenta per sempre. E' domenica 3
maggio del 1987 quando, nella sua villa in rue d'Orchamps
a Montmartre, Dalida viene trovata senza vita. Accanto
a lei un biglietto: Perdonatemi, la vita mi è insopportabile.
Ai funerali lo storico Claude Manceron parla per conto
del presidente Mitterand ed in nome di una nazione sconvolta
e la saluta dicendo: Yolanda arrivederci, Dalida grazie.
Adesso Dalida riposa nel cimitero di Montmartre di Parigi
e sulla sua tomba, è stata eretta una statua che
la raffigura in tutta la sua raffinatezza.
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