le origini

Jolanda Gigliotti, poi conosciuta come DALIDA, nasce il 17 gennaio 1933 a Choubrah, un modesto sobborgo de Il Cairo (Egitto) da genitori italiani di origine calabrese (Serrastretta, Catanzaro) . Ha due fratelli: uno più grande di lei (Orlando) ed uno più piccolo (Bruno) che in seguito sarà suo manager ed erede universale. Da piccola ha un problema agli occhi che la costringe ad indossare gli occhiali e che le porterà un lieve strabismo. Yolanda studia dalle suore ed all'età di 12 anni (1945) subisce la perdita del padre. Terminati gli studi, all'età di 16 anni (1950) trova un impiego come segretaria presso una ditta di import-export e nel frattempo partecipa, vincendolo, al concorso di bellezza "Miss Ondine". Successivamente nel 1954, di nascosto dalla sua famiglia, si iscrive anche al concorso di Miss Egitto e con suo stesso stupore lo vince. Jolanda ha appena 21 anni e grazie al titolo conquistato per lei iniziano a spalancarsi le porte del  cinema.

 

Inizia recitando in un film egiziano "Sigara Wa Kass" (Un verre, une cigarette - Un bicchiere, una sigaretta) poi presta la sua voce per il doppiaggio di Rita Hayworth nel film "Joseph et ses frères" (Giuseppe e i suoi fratelli, con Omar Sharif) poi, e siamo sempre nel 1954, incontra un regista francese Marc de Gastyne, che le offre una parte minore nel film "La Masque de Toutankhamon" (La maschera di Toutankhamon). Tra una ripresa e l'altra Yolanda canta continuamente ed è proprio il regista de Gastyne che, affascinato dal suo timbro di voce, le consiglia di andare a cercare fortuna a Parigi. E' il 24 dicembre 1954 quando prende un aereo per recarsi nella capitale francese dove poi alloggerà in una camera dell'hotel della Rue de Ponthieu. A Parigi Jolanda gira tra i vari studi di produzione sottoponendosi a diversi provini ed attendendo riscontri; nel frattempo, ispirandosi al film "Sansone e Dalila", sceglie il suo nome d'arte: Dalila. Nel 1955 lascia la camera dell'hotel finora occupata per sistemarsi in un appartamento nella Rue Jean Mermoz dove trova come vicino di casa Alain Delon. E siamo sempre nel '55 quando Jolanda, che ora ha 22 anni, ottiene il primo ingaggio alla "Villa d'Este" con "Etrangère au Paradis" (Straniera in paradiso). Qui lo scenarista Fred Machard suggerisce a Yolanda di modificare il nome d'arte scelto sostituendo la seconda L con la lettera D come Dio Padre e lei accetta. Da questo momento in poi Yolanda Gigliotti sarà per tutti e per sempre DALIDA.

il debutto

Nel 1956 Bruno Coquatrix (direttore dell'Olympia di Parigi) e Lucien Morisse (direttore di Radio Europe 1) organizzano presso l'Olympia una trasmissione per il lancio di nuovi talenti "I Numero 1 di Domani". Jolanda partecipa ai provini presenziati dallo stesso Morisse e da Eddie Barclay (proprietario dell'omonima casa discografica) ed affascina subito i presenti con il suo timbro di voce e con la sua bellezza. Da questo momento in poi le tre persone sopra citate saranno fondamentali per l'inizio della carriera di DALIDA in quanto Morisse (di cui s'innamorerà) diventerà il suo pigmalione, Barclay il suo produttore mentre Coquatrix le spalancherà le porte del music-hall all'Olympia. Nell'agosto del 1956, all'età di 23 anni, DALIDA incide il suo primo 45 giri "Madona", versione francese di Barco Negro, un successo della cantante portoghese Amalia Rodriguez e subito dopo registra "Bambino", traduzione della canzone napoletana Guaglione. La casa discografica per entrambe le canzoni è la Barclay ma il pezzo "Bambino", complice il lancio di Morisse tramite Radio Europe 1, è un vero trionfo in tutta la Francia: passa ininterrottamente per le tv e per le radio e sopratutto è gettonatissimo nei juke-box tanto che DALIDA riceverà poi il nomignolo di "signorina juke-box". La love-story con Morisse ha inizio e DALIDA comincia a diventare un'icona per le ragazzine dell'epoca che ne imiteranno il look ed il modo di truccare gli occhi con i caratteristici eye liner.

 

Nel Marzo del 1957, all'età di 24 anni, DALIDA debutta all'Olympia di Parigi al fianco di Charles Aznavour dove canta 4 canzoni tra cui la popolarissima "Bambino". Ed è sopratutto questa canzone, assieme anche a "Gondolier", che le fanno superare la soglia delle 500.000 copie di dischi venduti in Francia. Siamo ancora nel '57 quando recita in "Brigade des moeurs" con Eddie Barclay. Nel 1958 recita in "Rapt au deuxième bureau" di Jean Stelli accanto a Frank Villard e si esibisce in un récital a Il Cairo. Dal punto di vista canoro, in quest'anno, ottiene una serie di successi: interpreta la versione italo-francese di "Come prima" (per la quale ottiene in ottobre il premio Bobino), canta "Piove" (brano di successo di Domenico Modugno) e poi il rifacimento di una canzone spagnola "Les Gitanes" (Gli zingari) con la quale si presenta al pubblico italiano nella nota trasmissione televisiva di Mario Riva "Il Musichiere". A seguire, incide "La canzone di Orfeo" e "Milord" che in Italia sarà ripresa con successo da Milva. Intanto che la stampa rende pubblica la sua relazione con Morisse, DALIDA si esibisce anche in Germania e a Madrid, ed è sempre ai vertici delle classifiche di vendita dei dischi (spesso davanti alla Piaf, altra star della musica francese).

il successo

Il 1959 la vede vincitrice, all'età di 26 anni, dell'Oscar della Canzone al pari merito con Tino Rossi. Nel 1960 DALIDA ha 27 anni quando cambia casa e va a convivere con Morisse in un appartamento della Rue D'Ankara. In questo stesso anno ottiene prima l'Oscar di Radio Monte Carlo quale vedette preferita dagli ascoltatori e poi vince  il Gran Premio Della Canzone per l'interpretazione francese di "Romantica" presa in prestito dal festival di San Remo da poco conclusosi. Recita in "Parle-moi d'amour" di Georgio Simonelli al fianco di Jacques Sernas e Raymond Buissières ed incide successi come "Les enfants du Pirée, conosciuta in Italia come "Uno a me uno a te", poi "O'sole mio" (un classico napoletano), "L'Arlecchino gitano" ("L'Arlequin de Tolède"), "T'aimer follement" (in italiano era "T'amerò dolcemente"), "Garde-moi la derniere danse" (in Italia col titolo di "Chiudi il ballo con me"). Passiamo al 1961: l'8 di aprile DALIDA sposa a 28 anni Lucien Morisse davanti al Sindaco del XVI arrondissement di Parigi ma il matrimonio ha vita breve tant'è che nel luglio dello stesso anno, a Cannes, conosce Jean Sobiesky, un bellissimo e giovane pittore di cui poi s'innamora e col quale, lasciato il marito, si trasferisce in un nuovo appartamento a Neuilly. Ma nello stesso anno è anche vincitrice assieme a Charles Aznavour dell'Oscar della Canzone superando cantanti del calibro di Edith Piaf e Gloria Lasso, incide "Itsi, Bitsi, Petit Bikini" e il 6 dicembre si esibisce all'Olympia con Richard Antony.

 

Nel 1962 DALIDA ha 29 anni quando si reca in visita nel paese di origine dei suoi genitori, Serrastretta (Catanzaro), e canta in uno spettacolo il cui incasso viene devoluto in beneficenza ai gestori di un orfanotrofio locale. Serrastretta le conferirà, il 7 di aprile, il titolo di cittadina onoraria oltre che la carica di madrina della squadra di calcio. Assieme a Jean Sobiesky visiterà poi Saigon, il Vietnam e successivamente si recherà anche in Canada. E' questo l'anno in cui incide canzoni come "Le petit Gonzales" e "Chi mai lo sa" (conosciuta anche come "Que sont devenus les fleurs") ed è anche l'anno in cui ottiene l'Oscar di Radio Monte Carlo assieme a Johnny Hallyday. Mentre il tribunale pone la parola fine al suo matrimonio con Morisse, in estate DALIDA lascia Sobiesky e si trasferisce in un Hotel di Montmartre (Rue de Orchampt 11). E' l'anno 1963 quando, a 30 anni, riceve l'Oscar Mondiale del Successo del Disco. Recita ne "L'inconnue de Hong Kong" (La sconosciuta di Hong Kong) di Jacques Pointrenaud con Philippe Nicaud e Serge Gainsbourg e conosce un nuovo amore: Christian de la Mazière. Nel 1964 DALIDA ha 31 anni quando vince il Disco di Platino. Ha venduto oltre 10 milioni di dischi e nessuna donna fino ad allora c'era mai riuscita. Segue il Tour de France e canta 2025 canzoni lungo il percorso di 29300 km. All'Olympia si esibisce con Claude Nougaro.

 

Siamo nel 1965 : un sondaggio Ifop la elegge, a 32 anni, cantante preferita dai francesi e questo , oltre che al suo talento, la sua voce e il suo fascino, grazie anche alla sua capacità di adeguarsi ai tempi attualizzando il suo stesso repertorio e strizzando l'occhio alle nuove tendenze musicali e di costume come ad esempio il twist. Sono i tempi in cui molti giovani artisti agli esordi propongono cover dei suoi successi e tra questi c'è anche Johnny Hallyday. In quest'anno DALIDA interpreta "Mènage all'italienne" (Menage all'italiana) un film con Ugo Tognazzi, Romina Power e Paola Borboni ed incide successi quali "La danse de Zorba" (in Italia "La danza di Zorba") su una accattivante base di sirtaky, "Amore scusami" fortunata cover di un successo di John Foster, "Cominciamo ad amarci" e "La vie en rose" storico brano della grande Edith Piaf scomparsa proprio due anni prima (1963). Nel 1966 (33 anni) canta con Richard Anthony a Casablanca, riceve i Bravos del Music Hall assieme al cantante belga Adamo e viene in Italia per partecipare alla trasmissione televisiva Canzonissima. Mentre il fratello minore Orlando diventa il suo Art-Director, termina  dopo tre anni il suo legame affettivo con Christian de la Mazière. Nel mese di ottobre conosce il cantante italiano Luigi Tenco, si frequentano, fanno qualche progetto e tra i due nasce una relazione.

 

la crisi

E' il 26 gennaio del 1967 quando DALIDA, a 34 anni, partecipa al Festival di Sanremo accanto a Luigi Tenco con sua la canzone "Ciao amore ciao". Tenco la cantò in italiano e DALIDA in francese ma con titolo e ritornello in lingua madre. In realtà Tenco era fortemente indeciso sull'opportunità di presenziare la manifestazione canora ma DALIDA era talmente affascinata dal brano che convinse Tenco a gareggiare. Gli stessi organizzatori, in un primo momento, avevano scartato il pezzo ma poi dovettero fare un passo indietro quando DALIDA minacciò di disertare il Festival: erano anni che invocavano una sua presenza a San Remo e non volevano perdere questa occasione. Ma la giuria elimina la canzone al primo turno e Tenco, ritenendola una cosa assolutamente ingiusta, rimane profondamente deluso e turbato. Per questo il 27 gennaio, nella sua camera dell'Hotel Savoy, si toglie la vita con un colpo di pistola alla tempia. Quella sera DALIDA era a cena in un ristorante sanremese ma si teneva in costante contatto con l'albergo perchè preoccupata per Tenco . Questa preoccupazione le fa abbandonare prematuramente il ristorante per recarsi all'Hotel Savoy dove però scopre il corpo senza vita di Tenco. Al principio lo crede solo colto da malore, ma quando lo stringe al petto e si sporca di sangue capisce cosa purtroppo è accaduto veramente. Sconvolta grida a tutti i presenti "Assassini, lo avete ucciso voi !!" e vorrebbe che il Festival fosse fermato subito ma invece, per volontà degli organizzatori, è lei stessa che viene allontanata. Il dolore per il gesto di Tenco è devastante e DALIDA è distrutta. Nonostante tutto, il 7 febbraio, riesce a cantare "Ciao amore ciao" al Palmarès della Canzoni di Dalida di Guy Lux ma poi, il giorno 14, rivedendone il filmato dice con tristezza allarmante al suo ex Christian de la Mazière: "Sono molto soddisfatta di questo filmato. Lascio un buon ricordo". Poi, il 26 febbraio, a Parigi tenta di togliersi la vita. Premedita tutto in maniera disarmante: finge di recarsi all'aereoporto di Orly per liberarsi del suo staff, poi invece affitta la camera 410 dell'Hotel Principe di Galles col suo vero nome (Jolanda Gigliotti) per non dare nell'occhio; lascia sulla porta il cartello "si prega non disturbare" e si chiude dentro. Scrive una lettera a Lucien Morisse il suo ex marito, una alla madre in cui le dice di non disperarsi ed una al suo adorato pubblico, poi si stende sul letto ed ingerisce una grossa quantità di farmaci. Il suo gesto fallisce perchè una cameriera nota la luce sempre accesa della stanza filtrare sotto la porta per 2 giorni e, non potendo entrare per riassettare la camera, sospetta il peggio ed informa prontamente il direttore che poi, trovando accesso da una stanza attigua, scopre DALIDA riversa sul letto in coma. Ne uscirà dopo 5 giorni. Successivamente la moglie di Bruno, il fratello più grande, darà alla luce un maschietto che la coppia vorrà chiamare Luigi (come Tenco). L' 8 giugno partecipa ancora al Palmarès delle canzoni interpretando "Les grilles de ma maison" e "Ciao amore ciao". In Italia riceve la Caravella d'Oro per il brano "Bang bang" poi il 5 ottobre canta con Michel Polnareff all'Olympia la canzone di Tenco "Lontano nel tempo" ("Loin dans le temp"). Incide "Mama", "L'ultimo valzer" e "Aranjuez la tua voce".

 

Agli inizi di gennaio del 1968, quando sta per compiere 35 anni, DALIDA partecipa in Italia alla trasmissione Partitissima (ex Canzonissima) vincendola con la canzone "Dan dan dan" e nel ritirare il premio dichiara: "Lassù qualcuno è contento". Chiaro il riferimento a Tenco scomparso quasi un anno prima. Ma la vittoria all'epoca fu molto chiacchierata ed in tanti la ritenevano probabile visto il clamore suscitato dal suo tentato suicidio. Oltre al triste ricordo di Tenco ed alle critiche sulla vittoria conseguita c'era anche altro che tormentava DALIDA: era in attesa di un figlio, frutto di una avventura occasionale, ed era indecisa se tenerlo o meno. Deciderà poi di abortire, viste le sue fragili condizioni emotive. Sempre nel '68 interpreta con Alberto Lupo il film di Antonio Margheriti "moi je t'aime" (Io ti amo). Il 18 di giugno ottiene dalla Maison Des Intellectuels, e per mano del Presidente francese Charles De Gaulle, il titolo di Cavaliere della Arti, Scienze e Lettere. Canta in giro per il mondo: Brasile, Argentina, Canada, Antille e Giappone. Poi ancora onoreficenze: il 17 novembre viene eletta Cittadina Onoraria di Poulbots de Montmartre e il 5 dicembre nelle sale dell' Hotel de Ville sarà la prima ed unica donna a ricevere, sempre per mano di De Gaulle, la Medaglia della Presidenza della Repubblica.

la rinascita

Nel 1969 ancora un riconoscimento: al Midem riceve, con Maurice Chevalier e Mireille Mathieu, il Premio Italiano per il maggior numero di dischi venduti. Poi nel mese di maggio si recherà a Dakar ed a Abidjani dove canterà in diversi spettacoli. DALIDA ha 36 anni e si invaghisce di un ventiduenne italiano di nome Lucio ma i componenti del suo staff, temendo uno scandalo, la convincono a troncare subito l'improbabile relazione. Nel gennaio del 1970 DALIDA si reca in Nepal. Ha 37 anni e un desiderio profondo di curare la sua spiritualità, così soggiorna in un Ashran e si accosta alla religione Indù. E' l'anno in cui canta "Darla dirladada", una canzone che vende oltre 75000 copie in una sola settimana. L' 11 settembre l'ex marito Morisse, che nel frattempo si era risposato ed aveva avuto due figli, si toglie la vita. Il 28 ottobre riceve l'Oscar di Radio Lussemburgo poi canta "Lady d'Arbanville" di Cat Stevens. In quest'anno cambia anche etichetta ai suoi dischi: lascia la Barclay per passare alla Orlando Production fondata dal fratello minore (Orlando appunto) che da questo momento in poi sarà anche il suo manager. Passiamo al 1971 quando DALIDA ha 38 anni ed  il 18 settembre subisce la perdita della madre. Il 29 dello stesso mese canta in diretta, durante la trasmissione televisiva L'invitée de la Dimanche, la canzone di Léo Ferré "Avec le temps". Il 23 novembre successivo si esibisce ancora all'Olympia e poi va a cantare a Beiruth. In quest'anno incide "Non è più la mia canzone" ("Ils ont changé ma chanson"), "Mamy blue" cantata con successo in italiano da Ricky Shane e "Aveva un cuore grande come te".

 

Il 1972 è l'anno di un nuovo amore. Ha 39 anni quando il 21 ottobre incontra Richard Chambray, più noto come il Conte di Saint Germain. E' un personaggio strano, molto particolare, che stupisce affermando di avere 17000 anni e di essere in grado di trasformare il piombo in oro, ma DALIDA se ne innamora ed a lui resterà legata per 8 anni. Vince un Oscar per la popolarità con Joe Dassin e un Disco d'Oro per "Le Parrain" (Il Padrino). Incide anche "Pour ne pas vivre seul" di Jacques Brel e "Oh lady Mary" (stesso titolo anche in Italia) un successo francese di David Alexandre Winter. Nel 1973, in gennaio, va a cantare a Beiruth, poi a 40 anni, incide successi come "Paroles, Paroles" in coppia con Alain Delon (primo nelle vendite in Giappone), "Il venait d'avoir 18 ans" di Pascal Sevran che tradotta in ben 7 lingue venderà 3 milioni di copie, e "Je suis malade" di Serge Lama. Infine, durante la Notte Del Cinema, riceve con Tino Rossi il Premio Trionfo 1973. Il 15 gennaio del 1974, DALIDA ha 41 anni quando si esibisce all'Olympia nella stessa sera in cui c'è Hervé Villard e canta "Il Venait d'avoir 18 ans" e "Gigi l'amoroso". Quest'ultima canzone è un trionfo: prima nelle vendite in 12 Paesi, tradotta anche in giapponese, vincitrice del Disco D'Oro e Oscar Mondiale Del Successo Del Disco. Poi, sempre all'Olympia, durante un Musicorama DALIDA riceve ben 8 Oscar tra i quali:  Disco D'Oro per la Germania, Disco Di Platino per il Benelux (battendo il record del 1966 di Frank Sinatra con Strangers in the night), Gigi D'Oro e Cuore D'Oro come vedette più popolare in Spagna. Il 13 gennaio del 1975, all'età di 42 anni, è ancora al Musicorama dell'Olympia dove riceve altri 8 Oscar, poi in febbraio incide "Et de l'amour...de l'amour" con il suo uomo Richard Chambray e "La mamma" di Charles Aznavour. Il giorno 12 grazie a "Il venait d'avoir 18 ans" che è numero 1 in 9 paesi, riceve all'Hotel de Ville il Premio Dell'Accademia Del Disco D'oro. Tra ottobre e novembre tiene una serie di esibizioni a Quebec e qui un sondaggio la elegge Personaggio Più Popolare alle spalle di Elvis Presley nonchè Donna Dell'Anno alla pari di Jackie Kennedy. Incide anche "J'attendrai"  (da noi Tornerai)  un precedente successo di Rina Ketty che scalerà tutte le classifiche francesi e che sopratutto si rivelerà il primo vero tormentone disco.

la rivincita

Nel febbraio del 1976 risulta in cima alle classifiche musicali dei 45 e dei 33 giri (qui insieme a Jean Ferrat). E' il periodo in cui, a 43 anni, canta successi come "La mer" di Claude Trenet, "Je suis amoreuse de la vie" (che Gilbert Bécaud ha scritto apposta per lei) e "Quand on a que l'amour" di Jacques Brel (una canzone già incisa nel '57). Il 18 di giugno Chambray, il suo compagno, spara su uno sconosciuto dalla loro casa di Rue d'Orchamps e per questo viene arrestato. DALIDA vola in Egitto per girare un film nella sua casa natale a Choubrah, poi in dicembre è a Praga dove si esibisce in 3 Recital. Il 1977 è un anno intenso di impegni e di trionfi . DALIDA si esibisce ancora all'Olympia ma riscuote successi anche oltre i confini francesi: a febbraio è in Canada e a luglio canta in Egitto e in Libano. Interpreta "Comme sur des roulottes" una commedia musicale di Nina Companeez al fianco di Guy Lux e Michel Drucker e poi un film di Michel Dumoulin prodotto dalla Orlando Production per la tv: "Dalida pour toujours" (Dalida per sempre). Siamo nel 1978 e il suo repertorio è in piena fase di restyling. Sono i tempi in cui impazza la Disco Music e questa nuova tendenza musicale contamina il suo modo di cantare. Ma a 45 anni una svolta così significativa nessuno se l'aspettava e DALIDA sorprende tutti quando con abiti succinti e gambe scoperte canta "Génération 78": primo medley e primo videoclip francese a 16 pezzi. E' un successo talmente grande che il 10 luglio Michel Drucker nel corso della Grande Parata di RTL le consegnerà il Disco D'Oro. Poi si reca in Giordania dove canta in arabo "Salma ya salama". Il 29 novembre è alla Carneige Hall di New York e in dicembre è ancora una volta in Canada. Scompare uno dei suoi stimati autori Jacques Brel.

 

Per lui, nel 1979, reinciderà (avendolo già fatto nel '57 e nel '76) la canzone "Quand on a que l'amour". Dalida, che ora ha 46 anni interpreta anche un vecchio successo di Luigi Tenco (scomparso 12 anni prima) "Vedrai vedrai". Nel 1980 la storia con Richard Chambray, che era afflitto da uno spirito sempre più irrimediabilmente distruttivo, volge al termine. Dal 5 al 20 gennaio Dalida (47 anni) si esibisce con uno spettacolo montato da Lester Wilson (coreografo di Jhon Travolta ne La febbre del sabato sera) al Palais Des Sports di Parigi. E' la prima vedette femminile ad esibirsi su un palco così prestigioso e il risultato sarà ancora un trionfo: tre settimane di tutto esaurito. Lo spettacolo quindi viene portato in giro per tutta la Francia. Sempre in quest'anno Dalida presenzia un galà per l'Unicef accanto all'attore americano Jerry Lewis. Il 19 aprile del 1981 la 47enne Dalida festeggia i suoi 25 anni di carriera all'Olympique esibendosi con una coreografia di Larr Vickers. Durante la serata riceve da Michael Drucker un Disci di Diamante quale premio per aver venduto 86 milioni di dischi in tutto il mondo e per aver totalizzato ben 38 Dischi d'Oro in 7 lingue. Successivamente riceverà anche la Goldene Europa in quanto vedette più popolare in Germania nel 1981. A 49 anni, nel 1982, registra la canzone dei Mondiali di Calcio Spagna '82 e un sondaggio di Paris Match sulle donne che hanno maggiormente influenzato i francesi nell'anno precedente, Dalida risulta essere l'unico personaggio dello spettacolo a comparire nella classifica alle spalle di Simone Veil e Edith Cresson. Nel 1983 Dalida ha 50 anni quando, in luglio, apprende che il suo ex compagno Richard Chambray si è suicidato assieme alla sua nuova compagna. Un referendum di Tele 7 Jours del 1985 la elegge seconda cantante preferita in Francia alle spalle di Mirelle Mathieu. Ha 52 anni quando canta "Le visage de l'amour" scritta apposta per lei da Charles Trenet.

la fine

All'inizio del 1986, a 53 anni, parte per l'Egitto per interpretare, (prima volta in un ruolo principale) il film Le Sixième Jour di Youssef Chahine. Un sondaggio dell'agenzia VSD la elegge, anche quest'anno, seconda cantante preferita dai francesi. Tornata dall'Egitto dopo le riprese del film, Dalida è molto provata e si dichiara stanca ed incapace di riprendere la vita di sempre dopo aver rivisto i luoghi della sua infanzia. Siamo al 1987. Dalida ha 54 anni ed è evidentemente stanca di vivere se, dopo 20 anni dal primo tentativo, prova il suicidio. E purtroppo ci riesce. Anche questa volta la sua premeditazione è disarmante: sabato 2 maggio parla al telefono col fratello Orlando di un servizio fotografico annullato per via del freddo ed essendo quindi libera da impegni finge di voler passare la serata al teatro. Dice alla cameriera che farà molto tardi e che per questo desidera essere svegliata direttamente alle 17 del giorno dopo. Poi prende l'auto ed esce. Ma al teatro non ci andrà mai. Farà semplicemente il giro dell'isolato per poi rientrare di nascosto in casa e chiudersi nella sua stanza. Ingerisce un micidiale cocktail  di barbiturici, spegne la luce (un gesto molto significativo: non lo faceva mai perchè terrorrizzata dal buio) e si addormenta per sempre. E' domenica 3 maggio del 1987 quando, nella sua villa in rue d'Orchamps a Montmartre, Dalida viene trovata senza vita. Accanto a lei un biglietto: Perdonatemi, la vita mi è insopportabile. Ai funerali lo storico Claude Manceron parla per conto del presidente Mitterand ed in nome di una nazione sconvolta e la saluta dicendo: Yolanda arrivederci, Dalida grazie. Adesso Dalida riposa nel cimitero di Montmartre di Parigi e sulla sua tomba,  è stata eretta una statua che la raffigura in tutta la sua raffinatezza.